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Come funziona il laser alessandrite a 755 nm

Come funziona il laser alessandrite a 755 nm

La ceretta strappa il pelo ma non modifica il follicolo. Il rasoio lo taglia e richiede costanza. Per questo, quando l’obiettivo è ridurre in modo duraturo la crescita dei peli superflui, capire come funziona il laser alessandrite è il primo passo per scegliere un percorso con aspettative realistiche e criteri clinici.

Il Laser Alessandrite a 755 nm agisce selettivamente sul pigmento del pelo, la melanina, per trasportare calore fino alla struttura follicolare che ne sostiene la crescita. Non è una semplice depilazione: è un trattamento medico che richiede una valutazione della pelle, del colore e dello spessore del pelo, dell’area da trattare e della situazione ormonale della persona.

Come funziona il laser alessandrite sul follicolo

Ogni impulso emette una lunghezza d’onda di 755 nanometri. Questa luce viene assorbita soprattutto dalla melanina presente nel fusto e nel bulbo pilifero. L’energia luminosa si trasforma in calore e danneggia in modo controllato le strutture responsabili della ricrescita, cercando al tempo stesso di preservare la cute circostante.

Il principio si chiama fototermolisi selettiva. “Selettiva” è la parola chiave: il bersaglio deve essere il pelo, non la pelle. Per questo il contrasto tra pelle chiara e pelo scuro e pigmentato rappresenta generalmente la condizione più favorevole per il laser Alessandrite. Un pelo scuro, grosso e in fase di crescita contiene più melanina e offre un bersaglio più definito rispetto a una peluria bionda, bianca, rossa o molto sottile.

La tecnologia Alessandrite 755 nm, come quella Cutera utilizzata in ambito medico, è apprezzata per la precisione del bersaglio e per la rapidità con cui può coprire anche aree estese. Gambe, inguine, ascelle, schiena, torace o barba possono essere trattati con protocolli calibrati sull’area e sulla risposta individuale.

Perché servono più sedute

Il laser non colpisce tutti i peli con la stessa efficacia nello stesso giorno. Il motivo è fisiologico: i follicoli attraversano fasi diverse del ciclo di vita. La fase anagen, cioè quella di crescita attiva, è il momento in cui il pelo è collegato in modo più diretto alla sua struttura nutritiva e può assorbire l’energia in maniera più utile al trattamento.

In una singola seduta, solo una parte dei follicoli è in anagen. Ecco perché un percorso richiede appuntamenti distanziati: occorre intercettare progressivamente i peli quando entrano nella fase più sensibile al laser. Dopo le prime sedute, molte persone osservano una crescita più lenta, peli meno spessi e zone via via più uniformi. Il numero totale di sessioni, però, non è identico per tutti.

Viso, mento, baffetto e aree influenzate dagli ormoni possono richiedere maggiore continuità rispetto, per esempio, ad ascelle o inguine. Anche ovaio policistico, irsutismo, ipertricosi, terapie farmacologiche e variazioni ormonali possono condizionare il ritmo della ricrescita. In questi casi il laser resta un supporto molto concreto, ma va inserito in una valutazione personalizzata e, quando necessario, coordinato con il medico curante o lo specialista di riferimento.

Cosa succede durante una seduta

Prima di iniziare, l’operatore valuta fototipo, area, caratteristiche del pelo, eventuale abbronzatura, farmaci assunti e precedenti reazioni cutanee. Questa anamnesi non è un passaggio formale: permette di definire parametri efficaci e prudenti, evitando di trattare una pelle non idonea o sensibilizzata.

L’area viene rasata, se necessario, e detersa. Il pelo non deve essere estirpato con ceretta, pinzetta o epilatore nelle settimane precedenti, perché il laser ha bisogno della sua componente pigmentata nel follicolo per riconoscere il bersaglio. Durante l’emissione si indossano occhiali protettivi specifici.

L’impulso è spesso percepito come un colpetto rapido, simile a un elastico sulla pelle, accompagnato da un sistema di raffreddamento che aumenta il comfort e tutela l’epidermide. La sensazione cambia in base alla zona: inguine, labbro superiore e alcune parti del viso sono normalmente più sensibili di gambe o braccia. La durata dipende dall’estensione dell’area, da pochi minuti per piccole zone a più tempo per trattamenti corporei completi.

Subito dopo può comparire un lieve arrossamento perifollicolare, con piccoli rilievi attorno ai peli. È una risposta frequente e spesso transitoria, compatibile con l’assorbimento dell’energia da parte del follicolo. Nei giorni successivi il pelo trattato non “sparisce” sempre all’istante: può sembrare che ricresca, mentre viene progressivamente espulso dalla pelle.

Risultati: cosa aspettarsi davvero

Parlare di epilazione definitiva significa parlare di una riduzione significativa e stabile nel tempo dei peli trattati, non della garanzia che ogni follicolo resti inattivo per tutta la vita. La risposta biologica varia, e in alcuni casi possono essere utili sedute di mantenimento, soprattutto nelle aree ormono-sensibili.

Il risultato migliore si costruisce con regolarità, parametri corretti e indicazioni rispettate tra un appuntamento e l’altro. Saltare troppo spesso le sedute o arrivare con pelle abbronzata può rallentare il percorso. Allo stesso modo, trattare peli troppo chiari o poco pigmentati significa avere un bersaglio meno adatto alla lunghezza d’onda Alessandrite.

Un percorso medico serio evita promesse assolute e valuta ciò che è davvero trattabile. Il vantaggio di una consulenza iniziale è proprio questo: capire se il Laser Alessandrite è la scelta appropriata, stimare le sedute necessarie e impostare un piano per area, sesso, fototipo e obiettivi della persona.

Laser Alessandrite, diodo e luce pulsata: le differenze essenziali

Laser e luce pulsata non sono sinonimi. La luce pulsata intensa, o IPL, emette uno spettro ampio di lunghezze d’onda filtrate; il laser lavora invece con una lunghezza d’onda specifica. Questa caratteristica rende il laser più selettivo nel colpire il pigmento del pelo, se utilizzato con le corrette indicazioni.

Il laser a diodo utilizza comunemente una lunghezza d’onda intorno agli 810 nm e può essere considerato in protocolli e fototipi differenti. Il Laser Alessandrite a 755 nm esprime però uno dei suoi punti di forza sui peli scuri e pigmentati in contrasto con una cute chiara o medio-chiara, dove l’assorbimento della melanina è particolarmente favorevole.

Non esiste una tecnologia migliore in astratto per ogni persona e in ogni momento dell’anno. Fototipo elevato, abbronzatura recente, pelo chiaro o condizioni dermatologiche richiedono una decisione più attenta. La scelta corretta non dipende da uno slogan, ma dall’idoneità clinica e dalla capacità di impostare parametri mirati.

Preparazione e cura della pelle

Per arrivare alla seduta nelle condizioni corrette, è necessario evitare esposizione solare intensa e lampade abbronzanti prima e dopo il trattamento, secondo le tempistiche indicate dal professionista. Una pelle abbronzata contiene più melanina: aumenta quindi la competizione con il pelo per l’assorbimento dell’energia e può rendere necessario rimandare la seduta.

Tra un appuntamento e l’altro il rasoio è generalmente la soluzione più adatta, perché non rimuove il follicolo. È bene comunicare sempre l’uso di farmaci fotosensibilizzanti, retinoidi, antibiotici specifici o trattamenti dermatologici in corso. Anche irritazioni, abrasioni, herpes attivo nelle zone interessate, tatuaggi e lesioni cutanee devono essere segnalati prima della procedura.

Dopo la seduta è consigliabile trattare la pelle con delicatezza: evitare calore intenso, sfregamento, scrub aggressivi e attività che aumentano molto la sudorazione nelle ore immediatamente successive, se indicato. La protezione solare è fondamentale sulle aree esposte, in particolare su viso, collo e décolleté.

Quando la valutazione medica fa la differenza

Follicolite ricorrente e peli incarniti sono tra le ragioni più frequenti per cui si sceglie il laser. Riducendo il numero e lo spessore dei peli, il trattamento può contribuire a diminuire il trauma ripetuto di rasatura e ceretta che spesso alimenta l’infiammazione. Non sostituisce tuttavia una diagnosi dermatologica quando sono presenti infezioni, cicatrici, macchie o sintomi persistenti.

In uno studio medico estetico, il valore non è soltanto nella macchina utilizzata. Conta la lettura corretta della pelle, la regolazione dei parametri, la gestione delle controindicazioni e il monitoraggio della risposta nel corso delle sedute. A Milano, Alessandrite.com propone percorsi focalizzati su aree corporee femminili e maschili proprio con questa impostazione: trattamento mirato, tecnologia specifica e pianificazione trasparente.

La scelta più utile non è rincorrere la promessa di una seduta miracolosa, ma iniziare da una consulenza accurata: un piano costruito sul proprio pelo e sulla propria pelle trasforma il laser in un investimento concreto di comfort, tempo e qualità della pelle.

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